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Progetto UniCredit Mipaaf Coltivare il futuro

sostegno agli investimenti e accesso al credito per imprese operanti nel settore agroalimentare italiano e campano.

Progetto UniCredit Mipaaf Coltivare il futuro

Coltivare_il_futuroUniCredit e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (Mipaaf) hanno illustrato un programma finalizzato a sostenere gli investimenti e favorire l’accesso al credito delle imprese operanti nel settore agroalimentare italiano e campano.

Con il Progetto UniCredit Mipaaf Coltivare il futuro, verranno erogati 1 miliardo in tre anni, di cui oltre 500 milioni in Campania, migliorando cosi il rapporto tra banche e imprese agroalimentari. Questo offre considerevoli opportunità  anche in termini di occupazione, facilitando non solo l’accesso al credito, ma supportando le piccole e medie imprese su alcuni aspetti fondamentali come formazione e promozione. Si tratta di un supporto alle aziende del settore, che va dall’esportazione dei prodotti alla loro certificazione, dal sostegno finanziario alla consulenza tecnologica.
Nell’intera filiera agroalimentare italiana si registra nel 2015 un incremento dei flussi delle esportazioni regionali pari al 9% (2,97 miliardi), trainate in particolare dalle esportazioni agroalimentari della provincia di Napoli che nel 2015 sono cresciute di oltre il 25%.
L’obiettivo è far emergere sempre di più l’eccellenza agroalimentare, già  settore strategico per il nostro Paese, all’estero. Negli ultimi dieci anni le esportazioni hanno determinato la crescita del settore con un medio annuo del 6%. A fine 2015 le esportazioni agroalimentari valevano oltre 36 miliardi di euro, con un incremento del 7,4% rispetto all’anno precedente. Altro primato dell’agroalimentare italiano è quello dei prodotti certificati. A fine 2015, i prodotti certificati ammontavano al 21,1% del totale, per un valore della produzione intorno a 6,5 miliardi e un valore al consumo più che doppio. Si evidenzia però che nonostante la qualità  dei nostri prodotti e il crescente interesse per il made in Italy, l’Italia esporta meno dei principali paesi competitor.
Resta quindi un potenziale di export da valorizzare ancora molto elevato, una parte del quale (circa 60 miliardi di euro) rimane inespresso a causa degli effetti Italian sounding ovvero l’utilizzo di denominazioni geografiche, immagini e marchi che evocano l’Italia per promozionare e commercializzare prodotti affatto riconducibili al nostro Paese.

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